05 Dic

Costruzione della comunicazione

comunicàre lat. COMMUNICARE render comune – Far altri partecipe di una cosa; Mettere in comune, condividere; Dare notizia, Ragguagliare

La parola comunicazione è l’atto di trasmettere informazioni tra un sistema (animale, uomo, macchina ecc.) e un’altro, allo scopo di creare una comprensione condivisa.

Specialmente tra gli esseri umani, l’atto di comunicare ha sempre rivestito un ruolo primario e si è sviluppato attraverso una enorme varietà di metodi: con la parola scritta e parlata, con le espressioni facciali, con il linguaggio del corpo e persino attraverso contesti sociali specifici. Qualsiasi sia il metodo di comunicazione primario (es. la parola parlata) ad esso si vanno a sommare uno più altri mezzi di comunicazione (es. linguaggio del corpo) i quali compartecipano alla condivisione e alla comprensione delle informazioni tra il comunicatore e il pubblico.

Se, ad esempio, qualcuno mi guardasse mentre gli sto parlando noterebbe non solo che muovo le labbra, ma anche la testa e soprattutto le mani! Cosa comunica tutto ciò al mio pubblico? Forse che sono nervosa? O che sono appassionata, o che sono italiana, o che ho problemi nel controllo della mani? Ciascun ascoltatore interpreterebbe il mio comportamento in maniera personale. Ma questo senso interpretato sarebbe corretto?
Probabilmente è la domanda più sbagliata che un comunicatore si possa porre!

Il senso che il pubblico interpreta è per definizione corretto, poiché è frutto di tutte le esperienze precedenti che esso ha vissuto.

Magari il suo partner quando si altera inizia a fare certe espressioni e a muoversi molto quindi per lui potrei essere nervosa. Oppure è straniero ma con un parente italiano e quindi è abituato ad associare la gesticolazione con il nostro paese.
Insomma, qualsiasi sia il senso che l’ascoltatore ha dato alla mia comunicazione, esso è la risposta inconscia alla domanda (anch’essa inconscia) “che cosa vuole comunicarmi questa persona?”. La domanda, la vera domanda, che un comunicatore si dovrebbe porre è: il mio pubblico ha davvero capito quello che gli sto dicendo? Ha dato il giusto senso e una giusta motivazione alle mie parole, azioni e gesti?

Il processo di comunicazione non può essere mai considerato come un fenomeno che semplicemente accade, ma dovrebbe essere visto come un processo che deve essere costruito ogni volta. 

Esso infatti costringe i partecipanti a negoziare, consciamente o inconsciamente, il loro ruolo nel processo ogni singola volta. Se volessimo trovare un parallelismo, il processo di comunicazione è molto simile alla composizione di un puzzle. Non può essere composto per il valore estetico dei pezzi, bensì va composto allo scopo di formare un’immagine ben precisa. Allo stesso modo per fare una buona comunicazione è necessario costruire e pianificare attentamente le azioni di comunicazione, non perché ci piacciono o sono alla moda o sono belle visivamente, ma solo nell’ottica di far arrivare al pubblico il giusto messaggio.

Schema su come costruire il messaggio di comunicazione - HEAPDESIGN

In effetti, la comunicazione dovrebbe essere vista come un processo alla cui base soggiace un codice che il mittente dovrebbe codificare e il destinatario dovrebbe decodificare.

La reciprocità nella conversione di tale codice è di vitale importanza affinché il senso reale del messaggio sia compreso. Per fare ciò , il comunicatore è chiamato a creare un codice che tenga conto di tre macro aspetti:

il pubblico di destinazione che riceverà il messaggio;

 il contesto in cui è il messaggio viene passato;

 il canale che viene utilizzato per trasferire il messaggio.

Appare evidente dunque che il nocciolo della comunicazione stia nell’analisi e nella strutturazione del codice, nella comprensione profonda non solo degli strumenti di comunicazione ma soprattutto dell’elemento umano, nella capacità del comunicatore di comprendere il pubblico e immedesimarsi in esso il più possibile.

Il rapporto con l’ascoltatore è anch’esso un processo ciclico, uno scambio di informazioni dinamico. Infatti, il pubblico, inconsapevolmente o consapevolmente, reagirà al nostro messaggio comunicando la sua reazione al nostro comunicare, dandoci un feedback rispetto al nostro agire. Potrebbe essere una faccia irritata durante un discorso, un commento sul nostro sito Web o una recensione, un sorriso.  Un buon comunicatore deve essere pronto a recepire quel feedback, capire perché è stato dato e, nel caso, essere pronto a riformulare il suo codice secondo tale riscontro.